15.11.12

CYNODON DACTYLON



Tutto sommato, siamo emiliane. Va detto.

Quindi, di quando in quando, mettiamo in pausa la nostra routine quotidiana, prendiamo un treno e facciamo un salto a Bologna a vedere cosa succede.
Come già anticipato in un post precedente, nella capitale emiliana puoi richiedere di gestire un piccolo orto di quartiere, per gentile concessione del Comune, anche senza essere pensionato.
Mi ripeto: la trovo una figata!
(chiaramente ammesso che gli spazi aumentino, in modo da non togliere questo diritto a nessuno).

Nel cercare di approfondire la tematica degli orti urbani di Bologna abbiamo intervistato e avuto il piacere di conoscere due ragazze che dell’ortoterapia fanno arte: Serena Conti e Giusy Aloe, ovvero le ragazze di Gramigna e dell’Orto 47.





La loro avvincente storia parte da una cena-concorso chiamata Cosa Bolle in Pentola, in collaborazione con Culinaria Gnam. In pratica se hai un progetto o un’idea a tuo avviso vincente, ti prenoti a cena, mangi cose buone e sane poi a turno si espongono i progetti. I commensali alla fine della cena, sazi e saggi, votano di devolvere la loro quota per la realizzazione di una proposta presentata. Ecco che una sera Serena e Giusy trovano consenso nel realizzare ciò che fino a quel momento era solo un’idea embrionale: una mappa degli orti e di tutte le zone coltivate di Bologna.
Il loro scopo è quello di foraggiare una comunità di nuovi cittadini-contadini con la passione per il verde e per la sostenibilità alimentare.


Chiacchierando con loro si percepisce la passione che sprigiona nel vedere una qualsiasi piantina spuntare dall’asfalto, dai marciapiedi o dalle pareti dimenticate. E il più delle volte questa piantina è proprio una gramigna, un vegetale che non teme per nulla la grande colonizzazione dell’essere umano!

Serena e Giusy hanno anche ottenuto il diritto di gestire un orto, il n. 47 e lo fanno insieme all’amico Massimo Barbieri (a quanto pare, ortolano silenzioso ma operoso) nel quartiere Ospedale Maggiore. La leggenda narra che quando fu accettata la loro richiesta, un funzionario le ha accompagnate a scegliere lo spazio che preferivano, poiché ancora c’erano poche richieste.
Il loro indice ha puntato l’orto provvisto di panchina (mitiche), perché già si vedevano là  organizzare piacevoli aperitivi con gli amici, magari con degustazione di ortaggi freschi, appena risciacquati!


Comunque dovevate vederci. Loro due a raccontarci a raffica di tutta la rete di contatti che è nata dal progetto di Gramigna e per il quale a momenti gli ci vuole una segretaria, e noi giù a prendere appunti (intraducibili) su un’infinità di materiale da studiare a casa sul web.

Bene, io qui ho provato a raccogliere un po’ di link. Sicuramente dimentico un sacco di cose, ma ho fiducia sulle gramigne che mi aiuteranno ad integrare il database in post successivi…
-          ogni sabato mattina (+ lunedì sera d’estate), presso il cinema Lumière c’è uno dei mercati di Slowfood, I Mercati della Terra;
-          Biodivercity ha realizzato in collaborazione con l’Università di Agraria di Bologna installazioni di orti idroponici sui tetti della città;
-          Il laboratorio TagBoLab ha un progetto di raccogliere in uno spazio online chiamato Green Bo tutto ciò che riguarda eventi “green” e di orticoltura a Bologna;
-          L’Orto dei Giusti di Syusy Blady è un altro ottimo esempio di cose belle sugli orti sinergici e non solo che si possono fare in zona capitale;
-          Il Parco del Cavaticcio è un posto riqualificato su un canale di Bologna dove si possono vedere sculture e partecipare ad eventi (si vocifera che le Gramigne stiamo progettando un orto urbano di qualche centinaio di metri quadri, verificheremo);
-          Green Everywhere invece è un programma trasmesso su Radio Kairos 105.85 FM, che vi consigliamo tanto.


Ovviamente se non l’avete ancora visto, qui il link al video sul Guerrilla Gardening della Terra di Nettuno, realizzato dall’associazione Lhub.

Aggiungo io il video della Mammut Film “God Save the Green”, un documentariOne realizzato in collaborazione con l’Università e la Cineteca di Bologna e “Ortobello. Primo Concorso di Bellezza per Orti” che fino a poco tempo fa si poteva votare su Viaemiliadocfest ed ora non si vede più. Documentario home-made ambientato nei mitici orti dei nonni, messi alla prova da un concorso pubblicizzato con volantino in bacheca. Dolcissimo, commovente e ben fatto. Se qualcuno ha notizie su come ritrovarlo mi fa un piacere!


(Laura)