25.4.12

LA SCUOLA DIFFUSA

“L’essere umano più vicino a Dio è un contadino” (Masanobu Fukuoka)

(Masanobu Fukuoka era un agronomo pioniere e un contadino filosofo giapponese che rivoluzionò alcuni sistemi agricoli. Le tecniche che proponeva e sperimentava permettevano un maggior rispetto del suolo e un minor dispendio di risorse energetiche per lavorare la terra.)

L’idea che abbiamo presentato si chiama Può Auletta auto-nutrirsi?  
poiché attraverso il processo di riqualificazione del Parco a Ruderi, quello che vorremmo proporre è un modello economico e un’occasione professionale per le generazioni future, a partire dalle risorse intrinseche del territorio stesso, con un dispendio il più limitato possibile di energie.
La prima risorsa che ha un territorio è la sua terra.
Il cardine della nostra proposta è realizzare all’interno dei locali del Parco una scuola a specializzazione agraria, al fine di preparare una classe di lavoro competente rispetto ad una prospettiva di lavoro sostenibile sul territorio. L’utilizzo degli spazi del parco ha due vantaggi di ordine pratico:  il primo è nel disporre di una struttura esistente, con notevole risparmio di mezzi; il secondo è nel poter garantire ad una quota di studenti ed insegnanti fuori sede un alloggio temporaneo, grazie al progetto di “albergo diffuso” tutt’ora in fase di completamento, magari a tariffe agevolate.


In continuità con l’albergo diffuso abbiamo chiamato la scuola “diffusa”. Le lezioni avverranno tra i locali “diffusi” del parco, alla maniera, potremmo dire, di un piccolo campus universitario. Vi è poi una parte pratica, organizzata in tirocini formativi all’interno delle aziende agricole che si rendono disponibili nel territorio.
La collaborazione scuola – aziende deve portare avanti un preciso programma di valorizzazione delle tipicità e creare una filiera agricola produttore-consumatore, ovvero, un mercato a km 0.
Oltre all’aspetto dell’istruzione e della filiera agricola, il nostro progetto ha un terzo obiettivo: la scuola, insieme alla fondazione Mida ed alle altre associazioni sul territorio dovrebbe attuare un programma di coordinamento al fine di inserire Auletta in una visione più ampia che, nel tempo, contribuisca a modificare lo stile di vita del singolo e della comunità. Il progetto in questione è Auletta come Transition Town .

Le città in transizione fanno parte del Movimento di Transizione; una rete di comunità nata nell’Inghilterra del sud-ovest, che si sta impegnando ad aumentare la  resilienza  in risposta ai cambiamenti climatici e ad una futura fine della risorsa petrolio. Indipendentemente dalle facili retoriche ecologiste, è un dato di fatto che il petrolio sia un capitale che ha una fine. La resilienza è la capacità di sapersela cavare anche in situazioni di crisi, come in una situazione post-sisma o appunto in condizioni di carenza di una risorsa importante come il petrolio, da cui ancora dipende praticamente tutto.  Vi sono molti casi di città in transizione. In Italia c’è Monteveglio, in provincia di Bologna, già ospite della trasmissione Report come caso pilota italiano. Tutto nasce da un piccolo gruppo di abitanti e si diffonde letteralmente strada per strada, con gruppi che collaborano per esempio all’acquisto di impianti fotovoltaici, diminuendone notevolmente il costo.
Auletta in questo modo potrebbe diventare non semplicemente una città in transizione, ma un caso che spicca su tutti gli altri poiché strutturato con una scuola agraria specializzata come base della piramide!
La scuola che intendiamo noi dovrebbe insegnare a curare la terra, a migliorarne la fertilità e a sperimentare nuove tecniche per una efficiente conduzione naturale. Una scuola che insegni i mestieri dimenticati, che in una ottica di agricoltura naturale tornano ad essere più che una semplice rievocazione, ma bensì una necessità poiché l’agricoltura naturale prevede il riutilizzo di macchinari semplici, duraturi e facilmente riparabili con il lavoro di un piccolo artigiano.
Il ruolo delle aziende agricole come già detto è quello di ospitare i tirocinanti della scuola. La loro partecipazione dovrebbe essere ovviamente volontaria, ma si deve tener conto di alcuni vantaggi che se ne trarrebbero:
-          manodopera specializzata a basso costo
-          ingresso in un circuito di informazione tecnica
-          utili insegnamenti e nuovi metodi di lavoro
-          visibilità
Il lavoro presso le aziende è un rapporto mutualistico e non si riduce al solo tirocinio sui campi sperimentali messi a disposizione, ma si estende anche alla produzione concreta di alimenti.
In tutto questo la produzione degli alimenti tipici locali dovrebbe ovviamente avere un ruolo più importante, ma ancor più la ricerca della qualità di questi prodotti, aspetto già molto a cuore qui.
Inoltre si potrebbe lavorare all’estensione del numero di queste tipicità, cercando ad esempio dei metodi per coltivare in maniera innovativa dei prodotti nuovi (altri link: Parco 3A-PTAComunità Montana AlburniCongresso Biodiversitàtavola rotonda a Rofranozafferano). Questi alimenti, freschi o trasformati che sia, devono finire sulle tavole degli abitanti di Auletta su quelle degli studenti, sui banchi di un mercato contadino che si svolgerà alle porte del parco, ad esempio 2 volte alla settimana; e poi nelle cucine della ristorazione locale.
Il terzo aspetto da curare è proprio questo: la ristorazione, la degustazione dei prodotti, il confronto con quelli di altri territori, la valorizzazione quindi di uno SlowTurismo, con tutto quello che ne consegue: un caso italiano di filiera corta che abbia come collante una scuola potrebbe richiamare turismo e interesse dei media. 
La scuola crea una serie di collegamenti: con il centro storico, con le campagne, con la fondazione Mida; quest'ultimo è fondamentale come guida e supporto alle attività della scuola, in virtù di un programma  pedagogico di valorizzazione del territorio. Questo legame genera una molteplicità di altri collegamenti, la cui complessità corrisponde alla vita di un paese.
 Il primo collegamento da noi studiato è scuola-centro storico: la presenza della scuola in prossimità del centro ha un effetto economico immediato: la presenza durante l'anno di studenti, insegnanti, personale scolastico,.. imporrà all'economia del centro la fornitura di servizi ad oggi inesistenti. Questo riguarderà da una parte i privati, poiché l'aumento della domanda provocherà un incentivo all'imprenditoria (ad esempio con l'apertura di nuovi negozi), dall'altra il pubblico, che ad un aumento della popolazione dovrà  rispondere con un miglioramento dei servizi, nei termini di ridefinizione dei luoghi di aggregazione (strade e piazze), illuminazione pubblica, arredo urbano, etc.
Il secondo collegamento è scuola-aziende agricole: come già detto la scuola organizza tirocini formativi obbligatori per gli studenti iscritti all'interno delle aziende agricole disponibili sul territorio. E' un rapporto do ut des: da una parte i ragazzi fanno formazione sul campo, dall'altra gli agricoltori ricevono un costante aggiornamento tecnologico insieme a manodopera pre-specializzata a basso costo. Le conseguenze principali di questa collaborazione sono: la valorizzazione dei prodotti locali e la creazione di una filiera agricola con un mercato a km0. Il luogo da noi scelto per il mercato è Piazzale Giallorenzo, a memoria di antico luoghi di scambi ed incontri all'interno di Auletta.
Abbiamo cercato di creare all'interno del Parco a Ruderi una logica distributiva delle funzioni legate alla scuola, tenendo conto del progetto già avviato dall'amministrazione comunale di Albergo diffuso: il “comparto 3”, già sede di progetto delle suites d'albergo è rimasto tale; Dunque abbiamo pensato di collocare le aule scolastiche e i servizi annessi nei comparti rimanenti; in particolare il nucleo delle aule è disposto nel comparto 5; i laboratori e la biblioteca tra le aule e le suites; il comparto 2, caratterizzato dalle case “scoperchiate”, è occupato in parte dalla zona ristoro con terrazza all'aperto, in parte dagli orti didattici a disposizione sia della scuola che e delle attività pedagogiche della fondazione Mida. Infine la presidenza e la segreteria sono nel comparto 1, in posizione più indipendente ed accessibile dalla strada principale.
 Le aule hanno dimensioni ridotte, circa 22-23 mq per aula, con un massimo di 8-10 alunni.
Grazie alla vicinanza scuola diffusa-albergo diffuso è possibile fare una convenzione tra le due strutture a favore di studenti ed insegnanti fuori sede, ai quali verrà proposto un affitto agevolato nelle suites. A tal proposito proponiamo due tipologie di alloggio:
 - la prima più “privata” dotata di uno o due posti letto con servizi (bagno e cucina) personali;
 - la seconda con cucina e soggiorno collettivi.

Il progetto scuola, se realizzato, dovrebbe portare ad un'affluenza continuativa durante l'anno di soggetti operanti all'interno del Parco a ruderi-Centro storico. Ipotizziamo dunque una curva stabile nei periodi da settembre a giugno/luglio (il periodo scolastico) ed una inflessione della curva nel periodo estivo (il periodo delle vacanze).
Ora, una parentesi sulle materie di cui si dovrebbe occupare la scuola.
In primis abbiamo detto l’agricoltura naturale. Per essere naturale bisogna innanzitutto che si curi della terra in maniera da arricchirla anziché impoverirla. L’agricoltura convenzionale da risultati ottimi in poco tempo, permette la produzione di grandi quantità; ma sfrutta la terra, la impoverisce sempre di più costringendo l’agricoltore a intense lavorazioni e concimazioni per mantenere un certo standard quantitativo.
Nello scorso ottobre c’è stata in Corea del Sud la decima sessione della Convenzione delle Nazioni Unite per il contrasto alla desertificazione. Ad oggi si considera che a causa dell’agricoltura dei concimi chimici, dei diserbanti, dei veleni e delle arature frequenti, ogni anno 12 milioni di ettari perdano la loro fertilità, cioè la quasi irreversibile possibilità di essere abitati da vegetali. Secondo le statistiche sull’Italia, in Campania i terreni a rischio di desertificazione sono circa il 40%. Una percentuale che fa preoccupare.
Si trovano già in commercio i prodotti da agricoltura biologica. Più difficilmente quelli da agricoltura biodinamica. Trattasi in poche parole e un metodo di conduzione ideato dal filosofo Rudolf Steiner (il quale si è occupato largamente anche di pedagogia infantile) che prevede l’utilizzo di pratiche come il sovescio; i trattamenti con letame invecchiato in corna di bovini, polveri minerali e sostanze vegetali;  insieme ad una attenzione particolare al calendario ed alla posizione della luna e degli astri. (Sappiamo tutti del controllo della luna sull’acqua dal fenomeno delle maree, ma basta potare una vite in luna crescente o calante che vediamo la differenza nel gocciolamento della pianta. Da noi si dice che piange).


L’agricoltura biodinamica ha un’esperienza di 80 anni, anche in Italia. Ciò che non è ancora molto sperimentato in Italia è la Permacultura, molto presente invece ad esempio in Australia e Inghilterra. E noi pensiamo che dovrebbe essere approfondita. Si tratta di un metodo di progettazione che imita la natura cioè punta a creare un sistema permanente e auto-funzionante con la minor spesa di energie possibili, anche energie umane, quindi lavoro (e qui torniamo a Fukuoka). L’azienda agricola diventa “fattoria” cioè vero e proprio piccolo mondo che funziona e che produce più cose possibili, piuttosto in piccole quantità: per l’auto-sostentamento della fattoria stessa e per la condivisione delle eccedenze con gli altri abitanti, inserendoli ad esempio nella filiera mercato-ristorazione. 
In permacultura si analizzano tutti gli elementi della propria fattoria (galline, maiali, frutteto, …) per fare un bilancio tra ciò di cui hanno bisogno e ciò che possono procurare (caratteristiche intrinseche). E allora, metteremo la serra vicina al pollaio perché le galline generano calore, metteremo i maiali al pascolo su una terra che ha bisogno di essere lavorata, lasceremo le oche nel frutteto libere di tagliarci l’erba, e così via.
Altre materie che suggeriamo di inserire nel percorso formativo sono:
orticoltura sinergica, riassumibile in:
·                     copertura permanente del suolo (con paglia);
·                     non zappare/non concimare/usare fiori;
·                     consociare 3 gruppi di piante (leguminose, liliacee, restanti);
·                     nel progettare usare patterns che imitano forme naturali;
la lavorazione dei campi con gli animali (che presenta vantaggi incredibili); 
- le possibilità della grande risorsa rafano (ad esempio come biocida naturale, veleno per patogeni delle piante orticole o come pianta miglioratrice della struttura del suolo, causa il suo esteso apparato radicale, come concime verde..), Varrebbe la pena sperimentare la rotazione della bietola, che sembra dare risultati eccellenti; 
- prove in campo dei prodotti derivati dal progetto Tirsav Plus (che trasforma i reflui oleari in ammendante biologico) (un progetto dell’Ente parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, cofinanziato dal ministero dell’ambiente); con una eventuale collaborazione per attività formative, analisi in campo e diffusione del know-how;
- sperimentare nuove tecniche di vivaismo e orticoltura (prendendo spunto da esperienze estere, moderne e antiche allo stesso tempo, come quella di Eliot Coleman e la sua “Four Season Farm” dove coltiva sotto serre mobili in rotazione su 2 ettari e ha creato un piccolo business locale).

E ancora:
- ricerca di abbinamenti gastronomici per integrare ad esempio l’evento della sagra del carciofo di Pertosa oltre ad una possibile collaborazione con la scuola di chef ALMA di Colorno (PR);
- gruppi di studio per individuare metodi di sensibilizzazione e comunicazione delle proprietà del carciofo, alimento dalle grandi qualità ancora poco note;
- attività di contatto con realtà internazionali per instaurare dei gemellaggi di valore sociale;
- web marketing applicato alla nuova imprenditoria agricola­­­.

Nel titolo della nostra idea parliamo di auto-nutrirsi. Il nutrimento che serve, noi lo vediamo su tre livelli:
·                nutrire la terra,
·                nutrire l’uomo,
·                nutrire lo spirito.



O in altre parole:
·                coltivare;
·                lavorare e quindi produrre;
·                gustare dei prodotti più saporiti e aumentare la qualità della vita.



Ora possiamo fare il collegamento:
la scuola deve nutrire la terra: avere come obiettivo di studio la ricerca della fertilità e qualità della terra di Auletta;
i prodotti devono nutrire l’uomo;
la degustazione, la ristorazione nutrono lo spirito, ovvero aumentano la cultura alimentare e la sensibilità all’importanza della tipicità di un prodotto.



 Crediamo che per fare questo potrebbe essere utile dare una continuità, un’identità unica a questa rete, con un’associazione per esempio, o una società comunale, oppure come grande progetto della Fondazione Mida. Un’entità comunque che raccolga la scuola, le aziende agricole, il mercato, i ristoranti e magari le botteghe artigiane che pian piano potrebbero riaprire. Noi pensiamo che la parola che più rende giustizia a tutto questo sia TERROIRIl terroir è un termine francese usato in campo di vini. E’ una parola intraducibile che, mettendo insieme le caratteristiche chimiche e fisiche di un suolo, descrive fondamentalmente il gusto della terra in cui quell’uva è cresciuta e la sensibilità dell’uomo che l’ha curata, trasformata e degustata.
Non a caso, Manuel Valenzuela, un illustre produttore spagnolo che ho conosciuto ad una recente manifestazione di vini naturali, assaggiando un vino ha sostenuto di non poterlo capire senza vedere qualche immagine del vigneto che lo ha prodotto, qualche foto della luce, del colore della terra e il viso dello stesso vigneron.
Per non dire che per degustare appieno una tipicità di gusto è consigliabile trovarsi sul luogo di produzione! Concetto su cui si investe a nostro avviso troppo poco e che alimenterebbe lo slow tourism di cui Auletta sarebbe magnifica meta.
Perché allora non ricercare il terroir in ogni prodotto della terra di Auletta? Ricercare l’esaltazione della tipicità. E magari creare eventi di degustazione mirati a dimostrare l’esistenza di una differenza, di un bilancio del gusto. Magari con una campagna che si basa sui 3 livelli di nutrimento: della terra, dell’uomo e dello spirito. E magari ospitando altre realtà locali con i loro prodotti e con la stessa attenzione per la qualità: un occasione per l’agricoltura di Auletta di crescere condividendo esperienze.

In conclusione, la prima domanda che ci siamo poste è stata: cosa fa restare i giovani nel luogo in cui sono nati?
Al di là di tutti i concorsi e al di là dei progetti possibili, quello che serve è un cambiamento mentale. Una diversa consapevolezza delle potenzialità del proprio territorio. Una presa di coscienza. Per noi l’istruzione è il motore del cambiamento mentale. La risorsa principe di un luogo è la vita stessa: chi vive, come vive e come mantiene viva la piazza del suo paese. E sarà banale ma la vita parte dalla terra. Un sistema che funzioni parte dalla terra. Ci rendiamo conto che questa proposta può sembrare complicata da un punto di vista gestionale. Ma noi crediamo che questo sistema, una volta avviato possa essere portato avanti dai cittadini di Auletta stessi, come attori principali di questo cambiamento. Se questo si realizzasse sarebbe, in buona sostanza, una concretizzazione del concetto di “sostenibilità”.
Il tutto è più della somma delle parti.





 WORKSHOP CO/AULETTA april 14-16, 2012.
Remember the contest Auletta?
You should know that the competition was very innovative method

In order to carry out this process (rather than project), focusing on an extreme and highly desired transparency, we publish below the full presentation held at Auletta in the days of the workshop, together with graphics. To read when you have time to stop.

If you have no idea what I'm talking about and want to know, click here.
This post will provide opportunities for insights, comments or discussions.
Happy reading!

"The human being as close to God is a farmer" (Masanobu Fukuoka).                                                                  
(Masanobu Fukuoka was a pioneer agriculturist and a Japanese philosopher farmer who revolutionized some agricultural systems. Proposed and experimented with techniques that allow for a greater respect for the soil and less waste of energy resources to work the land.)


The idea that we have presented is called “Can Auletta feed itself?” because through the process of upgrading the Parco a Ruderi, what we would propose is an economic model and professional opportunity for future generations, starting from the intrinsic resources of the Territory, with an expenditure of energy as small as possible.

The first resource of a territory is its land.
The cornerstone of our proposal is to provide within the park a school specializing in agricultural in order to prepare a competent working class compared to a perspective of sustainable employment in the territory. The use of space in the park has two practical advantages: first, in having an existing structure, thus saving resources and the second is in order to ensure a share of students and teachers off-site temporary housing, perhaps at discounted rates. In continuity with the “albergo diffuso”, we called the school " diffusa" (widespread school). The lessons will take place between the local "spread" in the park, like a small university campus. Then there is a practical, organized internships on farms that become available in the territory.
The collaboration school - farms must carry out a specific program of improvement for typical products and create an agricultural chain made by producer-consumer, ie, a market km 0.
Besides the education and agricultural supply chain, our project has a third objective: the school, along with the Mida Foundation and other organizations in the area should implement a coordinating program to include Auletta in a broader vision over time, help to change the lifestyle of the individual and the community. The project in question is how to turn Auletta in a Transition Town.
Transition Towns are part of the Transition Movement, a network of community born in England in the south-west, which is working to increase resilience in response to climate change and a future end of the resource oil. Regardless of easy rhetoric ecologist, is a fact that oil is a capital that has an end. Resilience is the ability to withstand even in situations of crisis, as in a post-earthquake conditions, or in fact a shortage of important resources such as oil, which still almost anything depends. There are many cases of Transition Towns. In Italy there is Monteveglio, in the province of Bologna, former host of the show “ Report” as pilote case in Italy.It all starts with a small group of people and spreads literally street by street, with groups working together for example the purchase of photovoltaic systems, greatly decreasing the cost.
Auletta in this way could become not only a transition town, but a case that stands out above all others because structured with a specialized agricultural school as the base of the pyramid!
Our school should teach how to care for the land, improve its fertility and to experiment with new techniques to an efficient natural management. A school that teaches the forgotten trades, in a perspective that natural farming is again becoming more than just a re-enactment, but rather a necessity, as agriculture provides a natural reuse of simple machines, durable and easily repairable with the work of a small craftsman.
The role of farms as mentioned above is to host the trainees of the school. Their participation should be voluntary, of course, but you must take into account some of the advantages that it would:
- low-cost skilled labor
- entry into a circuit of technical information
- lessons from it and new ways of workin
- visibility
Work in farms is a mutual relationship and can not be the only internship in experimental fields available, but also
extends to the actual production of food. In all this, local food production should of course have a main role, but more research of the quality of these products, which has already been taken very seriously here.
Also you could work the extension of the number of these typicals, such as looking for ways to grow in an innovative new products (other links: Parco 3A-PTAComunità Montana AlburniCongress about Biodiversitypanel discussion in Rofranosaffron). These foods, whether fresh or processed, should end up on the tables of the inhabitants of Auletta, of students, on the banks of a farmers' market will take place at the gates of the park, for example, 2 times a week, and then in the kitchens of local restaurants.
The third aspect to take care of is just this: the restaurants, tasting the products, the comparison with other territories, then the value of a Slow Tourism, with everything that goes with it: an Italian case of short chain which has a school as base of a pyramid could bring tourism and media interest.

The school creates a series of links: with the old town centre, with the countryside and with Mida's foundation; Mida's activities are vital to guide and support the activities of the school, thanks to an educational program that promotes the area. This link generates a variety of other connections, which are structured depending of the life of a village.
The first link we have examined, is school-old town centre: the location of the school leads to an immediate economical effect: the presence during the year of students, teachers, school staff,.. will force the local economy to improve the delivery of services that may not be present at the moment. This will involve both private citizens (eg by opening new stores), and government, as the increase of the population will carry an improvement in services, in terms of redefining the gathering places (streets and squares), public lighting, street furniture, etc..
The second link is school-farm: the school organizes trainings which will be mandatory for students on farms located in the territory. It's a “do ut des” relationship: the kids do the training job; on the other side, farmers receive constantly updated technology with pre-specialized labor at low cost. The main consequences of this collaboration are the promotion of local products and the creation of an agricultural sector with a km0 market. The place we chose for the market is Giallorenzo Square, in memory of former places of meetings and exchanges within Auletta.
We tried to create within the ruins park a logical distribution of the school functions, considering the ongoing project about the popular hotel: we are not changing "sector 3", because already in the design of the hotel suites; we decided to place the classrooms and related services in the remaining sectors, in particular classrooms are designed into compartment 5 , laboratories and library between classrooms and suites; the sector 2, characterized by "roofless " houses, is occupied by the dining area with the outdoor terrace, and by the teaching gardens available to both school and the educational activities of  Mida's foundation. Finally, the headmaster's office and the secretariat is in sector 1, more independent and accessible from the main road.

The classrooms are small, about 22-23 square meters per classroom, with a maximum of 8-10 students.

Thanks to the nearby school - hotel you can make an agreement between the two facilities for students and teachers away on business, which will be offered a subsidized rent in the suites. We propose two types of accommodation:
- the first one is more "private" with one or two beds with private bathroom and kitchen;
- the second one with shared kitchen and living room.
The school project, if implemented, should lead to continuous year-round turnout of people working in the Park-Old Town in ruins. So we assume a stable curve in periods from September to June / July (school time) and an inflection of the curve during the summer (vacation time).
Now, a bracket on the subjects which should occupy the school.

First we said natural agriculture. To be natural we must first heal the soil so as to enrich rather than impoverish it. The excellent results of conventional agriculture in a short time, allows the production of large quantities, but uses the soil, makes it poor, forces the farmer to work and fertilize to maintain a certain standard amount.

In last October there has been in South Korea the tenth session of the UN Convention to combat desertification. At present it is considered that due to agricultural chemical fertilizers, herbicides, poisons and frequent plowing, every year 12 million hectares lose their fertility, that is the almost irreversible possibility to be inhabited by plants. According to statistics on Italy, in Campania land at risk of desertification are about 40%. A percentage who worry about.
We are already marketing the organic products. Less easier to find are those from biodynamic agriculture. This is basically a management method designed by the philosopher Rudolf Steiner (who has also dealt extensively in pedagogy child) which includes the use of practices such as green manure, the treatments with manure aged horns of cattle, mineral dust and vegetable matter, along with a careful particularly the timing and location of the moon and stars. (We all know the moon controls the tides on the water, but it would be enough to prune a vine in growing or waning moon that we see the difference in the dropping of the plant. We say that weeps.)

Biodynamic agriculture has an experience of 80 years, even in Italy. What is not yet very experienced in Italy is the Permaculture, but very present for example in Australia and England. And we think that should be investigated. This is a design method that mimics nature that aims to create a permanent and self-operating with the least possible expenditure of energy, even human energies, then work (and here we go back to Fukuoka). The farm becomes an old style farm that is, real little world that works and produces as much as possible, also in small quantities:

for self-sustenance of the same farm and sharing the surplus with other people, such as inserting them into the chain-restaurant market.
In permaculture we analyze all the elements of his farm (chickens, pigs, fruit trees, ...) to take stock of what they need and what they can provide (intrinsic characteristics). And then, put the greenhouse near the chicken house because the chickens generate heat, put the pigs grazing on land that needs to be digged, we will keep the geese in the orchard grass to cut us free, and so on (other links: Genitron SviluppoPermaculture essenceIntroduction to permaculture)
Other subjects we suggest entering the training program are:
synergistic gardening, more or less summed up in:
                        • permanent covering of soil (straw);
                        • no dig / no fertilizing / using flowers;
                        • companion planting 3 groups of plants (legumes, lilies, remaining);
                        • use the design patterns that mimic natural forms.
Working of the fields with animals (which has incredible benefits);
- The possibility of horseradish great resource (such as a natural biocide, poison plant pathogens; plant that improves the soil structure, due to its extensive root system; as green manure ..), would be worth testing the rotation of chard, which seems to give excellent results;
- Field trials of the products derived from the project Life Tirsav Plus (which transforms the waste from oil production in organic soil amendment) (a project of the National Park of Cilento and Vallo di Diano, co-funded by Italian Ministry of Environment), with a possible collaboration to educational activities, field analysis and dissemination of know-how;
- Experiment with new techniques of plant cultivation and horticulture (drawing inspiration from foreign experience, ancient and modern at the same time as that of Eliot Coleman and his "Four Season Farm" where He grows under mobile greenhouses in rotation on 2 acres and created a small local businesses).

And yet:

- Looking for food combinations to integrate events such the Pertosa’s white artichoke festival in addition to a possible collaboration with the school for chef ALMA at Colorno (PR-Italy);

- Study groups to identify ways of raising and communicating properties of the artichoke, great quality food still little known;

- Activities of contact  with international companies to establish twinnings of social value;
- Web marketing applied to the new agricultural entrepreneurship.

In the title of our idea we talk about self-feeding. We see the nourishment we need on three levels:
• nourish the soil,

• nourish man,

• nourish the spirit.
Or in other words:

• cultivate;

• work and produce;
• taste of more flavorful products and increase the quality of life.
Now we can make the connection:
- The school must nourish the soil: have as goal of study the  research of fertility and Auletta’s soil quality;
- The products should nourish man;
- Tasting, restaurants nourish the spirit, or increase the food culture and sensitivity to the importance of the typicality of a product.
We believe that to do this might be useful to give a continuity, a unique identity to this network, with an association for example, or a communal society, or as a major project of the Foundation Mida. However, must be an entity that collects the school, farms, markets, restaurants, craft shops that maybe could reopen gradually. We think that the word that does justice to all this is TERROIR. The terroir is a French term used in the world of wines. It 'a word which is untranslatable, combining chemical and physical characteristics of a soil, essentially describes the taste of the land where those grapes are grown and sensitivity of the man who has cured, processed and tasted. Not surprisingly, Manuel Valenzuela, a famous Spanish producer who I met at a recent event of natural wine, tasting claimed not to understand it without seeing some pictures of the vineyard that produced it, some pictures of the light, the color of land and face the same vigneron. Not to say that for a right tasting you should be on the place of production! Concept on which we invest, in our opinion, too little and that would power the slow tourism which would see Auletta as magnificent goal.
So why not find the terroir in any product of Auletta? Search the exaltation of typicality. And maybe create tasting events aimed at demonstrating the existence of a difference, a balance of taste. Maybe with a campaign that is based on the 3 levels of nutrition: the soil, man and spirit. And maybe hosting other local realities with their products and with the same attention to quality: an opportunity for Auletta’s agriculture to grow by sharing experiences.

In conclusion, the first question we asked was: what does the young remain in the place they were born? Beyond all the competitions and the possible projects, what is needed is a change of mind. A different understanding of the potential of this territory. Awareness. For us education is the engine of change of mind. The very resource of a placeis life itself: who lives, how they live and how to keep alive the square of his town. Will be trivial but life starts from soil. A system that works from starts from soil. We realize that this proposal may seem complicated with a management point of view. But we believe that this system, once started, can be taken forward by the citizens of Auletta themselves as main actors of this change. If this were achieved it would, in essence, an implementation of the concept of "sustainability".
The whole is greater than the sum of the parts.

(Laura e Marta)